lunedì 17 marzo 2014

L'infortunio è il miglior insegnante di Fhania

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 "Nel runner c’è una sostanziale coincidenza tra il piacere e la sofferenza. La sensazione di libertà della corsa è spesso indistinguibile dal momento in cui il corpo è impegnato nello sforzo. Sbaglia chi, in maniera sbrigativa, liquida tutto questo come masochistico. C’è chi ha scritto che la corsa di resistenza è quanto di più vicino esista nella cultura occidentale ad un’arte marziale. Non so se l’affermazione è corretta ma certamente ha un fondo di verità perché nella corsa c’è una dimensione spirituale che tutti noi runners abbiamo presente. Quell'intima ricongiunzione con la propria essenza in cui non si sa più cosa è cuore e cosa è testa..." fonte Run For Love


Il fatto della testa e del cuore. Dal mio infortunio ho imparato molto. L'infortunio è senz'altro il più grande insegnante, questo l'ho provato e pagato sulla mia pelle. Arrivare a saper usare entrambi nella corsa è importante e non è cosa facile. Come per tutto il resto, nella mia vita, ho iniziato a correre con il cuore, buttandoci anima e corpo. Nella corsa ho trovato una dimensione tutta mia, mi ha fatto conoscere una parte di me che fino ad ora non conoscevo, ha dato ulteriore colore, calore e un pizzico di competitività, quanto basta a tirar fuori la caparbietà che è in me. Perché, parliamoci chiaro, si inizia a correre si, per il solo gusto di farlo, ma poco dopo diventa parte integrante della vita e si inizia ad avere voglia di mettersi in gioco e provare a superare i propri limiti. Ma li conoscevo davvero i miei limiti? No, penso proprio che si arrivi veramente a conoscerli solo nel momento in cui si prova a superare una certa "soglia"; i limiti diventano il mordente per fare sempre meglio, ma alle volte puoi spingerti oltre e non far bene. Questo è dove mi ha condotto il cuore... E la testa? Pensavo di avercela messa, ce l'ho e la uso, è lì sopra le mie spalle, eppure ho sbagliato. Ho spinto oltre il mio fisico, gli ho forse chiesto troppo. Come in amore, per quanto cuore puoi metterci la testa deve fare il suo lavoro... così nella corsa, mai l'uno senza l'altro. Testa e cuore insieme sono importanti quanto lo sono fiato e gambe. Ora lo so per certo. 

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