lunedì 3 marzo 2014

Il mare in montagna


Roma Ostia 2014 Web
Nel  panorama podistico romano la Roma-Ostia è la gara più importante che ci sia, anche rispetto la Maratona di Roma. Parlano i numeri, 40 edizioni, massimo numero di partecipanti per una mezza maratona in Italia. 13500 concorrenti sono un record roboante, 27.000 gambe pronte a calpestare l’asfalto.  Dai Top ai Tap runners, tutti in pista per cercare il proprio best. Ovviamente la gara inizia molto prima, settimane di preparazione, magari in vista della Maratona, ma senza dimenticarsi di questo appuntamento fondamentale nella stagione agonistica di ognuno di noi.
Il giorno della gara è emozionante, luce che filtra dalle persiane, occhi aperti… e non vedevo l’ora. Oggi si corre la Roma Ostia. Volo fuori dal letto, per me è la prima volta, sono curioso, ne sentivo parlare già da bambino e immaginavo nella mia mente che sforzo incredibile facevano quelli che di corsa arrivavano fino a Ostia. Con la mia famiglia ci arrivavamo in macchina, papà al volante e mamma a mettere cassette nella radio, ci voleva un sacco di tempo, figuriamoci a piedi. La colazione, il miele, il caffè tutte cose già viste, stessi sapori, odori e colori. Tiro su la zip della giacca della tuta e sono pronto. Ho più voglia di vedere gli amici per due chiacchiere in allegria che non di correre la gara, in cuor mio però mi ripeto che sono in forma e che mi sento bene. Oggi viaggiamo da Vip grazie ad Andrea, pulmino per otto, sembra di andare in gita con la scuola. Arriviamo in zona Eur e c’è già una discreta confusione, nonostante sia presto, la gente scalpita, dialetti lontani, facce incuriosite e vigili ovunque. Abbandoniamo il nostro mezzo e andiamo alla ricerca dei ramarri, che nel frattempo incontriamo qui e là. C’è da fare la foto, è sempre un bel momento di aggregazione, chi vuole stare sempre al centro e chi si accontenta di esserci, coriandoli, sorrisi e facce gradite. La riuscita cromatica non è delle migliori, in tanti siamo coperti da improbabili impermeabili. Il cielo sopra di noi è grigio, aspettiamo tutti la pioggia che infine non arriverà se non in forma di leggera carezza sulla pelle. Saluto Laura, Luisa e il Presidente, sempre indaffarato, ringrazio Chiara per il suo racconto, Antonio, Marco e nonno Pietro. Mi fa piacere scambiare una parola con tutti… tranne uno. Con il mio gruppo ci scaldiamo un po’, corsetta, stretching, rito propiziatorio del muro del pianto… da fare rigorosamente in gruppo. Infine l’accesso in griglia. Prima onda. E’ il momento dello speaker, intrattiene il pubblico e i corridori, tante facce allegre e qualche viso più serio, la tensione della gara comincia a salire. Sono relativamente vicino alla linea di partenza, ma quando ci mettiamo in moto rimango stupito della massa umana che mi precede e che vedo scorrere via in discesa davanti a me.
@fotofhania

I primi 4 km in zona Eur passano con una velocità impressionante, in fondo aspettiamo tutti di imboccare questa lingua d’asfalto chiamata Colombo che ci porterà verso l’arrivo lasciando Roma alle nostre spalle. La strada la conosco, è la mia prima volta correndo, ma è tutta la vita che la faccio in auto per andare al mare. Poca gente ai bordi della strada, i romani non gradiscono molto questo sport, non partecipano, ormai questa è una cosa assodata. La mia gara è, come al solito, in compagnia di Andrea e Stefano, mi danno sicurezza, mi dicono quando “tenere” e mi spronano a fare bene. Nel percorso ci sono tre salite “importanti”, la prima l’affrontiamo subito, leggera e costante fino ad un cavalcavia, Stefano c’informa sul ritmo e Andrea tira il gruppo. La seconda salita, quella del camping, la più difficoltosa, la prendiamo di buon passo, mi metto davanti perché credo sia giusto dare il cambio nella fatica e poi perché mi sento bene. Passiamo sotto l’arco dei 10 km con un ottimo 46’46”. Scolliniamo e dal capannello di spettatori sentiamo Anita urlare a squarcia gola, vederla saltare e fischiare ci rimette di buon umore, peccato non vederla correre. Il ristoro ci scompone un po’, ci lasciamo prendere dall'euforia, ma riusciamo in breve tempo a tornare concentrati, davanti a noi si presenta un falso piano e tanta discesa, fino agli ultimi 5 km, dove la strada sale inesorabile fino ad una gru che si staglia  all'orizzonte. Dentro di me penso “Ma Ostia non era al mare?”. Andiamo del nostro passo, alziamo un po’ il ritmo e stringiamo i denti, ogni tanto due chiacchiere con qualche altro corridore, ma poi tanto silenzio, tanto sudore. Rivoli d’acqua sull'asfalto, semafori rossi e spugne a terra, c’è chi annaspa faticosamente e chi arriva da dietro con una corsa brillante. Salita, tanta salita, dal 15° al 20°… è tutta salita, in crescendo. Quando finalmente arriviamo a Ostia non faccio neanche caso al mare, in mente mi rimangono i fotografi, le transenne e gli sponsor, nulla è lasciato al caso. Affrontiamo il “biscotto” finale cercando di dare il massimo, curva stretta e rettilineo finale. Sotto l’arco dell’arrivo guardo i tre crono, il mio segnerà 1h 37’ 36”. Obiettivo raggiunto e tanta soddisfazione, mi giro e mi complimento con i miei due compagni di viaggio, siamo stanchi e visibilmente provati, ma contenti. Il serpentone dietro di noi ancora continua ad arrivare.
Alla fine della gara ci riuniamo con il resto del gruppo, tempi ed impressioni, complimenti e strette di mano. Andiamo alla ricerca del pulmino per riprendere la strada di casa, un’ambulanza passa a sirene spiegate, le aprono le transenne e corre via… la festa è finita.


A Fabrizio.

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