lunedì 24 novembre 2014

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"Le cicale e le stelle" Lucio Dalla
 


Gente ... Gente ... Ge ...
Chi l'avrebbe detto mai che per essere felici
bastava stare un poco senza amore
o non pensarci più ma guardarlo freddamente
come uno che non vede e che non sente ... sente.
Bloccando il malcontento degli organi vitali
si riesce a teorizzare all'infinito
non ci si tocca mai nemmeno con un dito.
Così si va tranquilli tra la gente ... gente ... ge ...
Ormai ci si abbandona solo ai calcoli perfetti
al football e alla noia degli oggetti
non ci si ferma più non si muore veramente
al brivido sottile di due occhi
di due occhi mescolati tra la gente ...
Noi nel silenzio della notte
ci fermiamo ed ascoltiamo le cicale delle stelle.
Noi volevamo avere tutto, tutto quanto calcolato
fino a quando abbiam perduto anche il tempo per un bacio
le lenzuola scompigliate, i silenzi telefonici
le promesse bisbigliate.
Senti io ti parlo ma non mi senti
urlo forte ma non mi senti.
Se muoio tu non mi senti.
Ecco vedi siamo soli nel silenzio della notte
a guardare, ad ascoltare le cicale delle stelle ...
Chi l'avrebbe detto mai non riesco più a vederti
son passati già degli anni e non telefoni
chissà se ci sei più, se esisti veramente
brivido sottile di due occhi mescolati tra la gente.
Noi volevamo avere tutto, tutto quanto calcolato
fino a quando abbiam perduto anche il tempo per un bacio
le lenzuola scompigliate, i silenzi telefonici
le promesse bisbigliate.
Senti io ti parlo ma non mi senti
urlo forte ma non mi senti.
Se io muoio tu non mi senti.
Ecco vedi siamo soli
nel silenzio della notte, nel silenzio della notte
a guardare, ad ascoltare a guardare, ad ascoltare
nel silenzio della notte, nel silenzio della notte
nel silenzio della notte ...

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