lunedì 18 gennaio 2016

Buon Compleanno



"Ciao, oscurità, vecchia amica 
sono qui per parlarti di nuovo  
perché una visione arrivando dolcemente
ha lasciato i suoi semi mentre dormivo
e la visione  
che si è fissata nella mia mente
rimane ancora
dentro il suono del silenzio
In sogni senza riposo io camminai da solo
in strade strette acciottolate
nell’alone di luce di un lampione
sentii il mio colletto freddo ed umido 
quando i miei occhi furono abbagliati
dal lampo di una luce al neon
che spezzò la notte 
e intaccò il suono del silenzio.
E nella luce fredda io vidi 
diecimila persone, forse più.  
Persone che parlavano senza dire nulla
persone che ascoltavano senza capire
persone che scrivevano canzoni che le voci non potevano cantare assieme
e nessuno osava
disturbare il suono del silenzio
"Pazzi" dissi io "voi non sapete 
che il silenzio cresce come un cancro"
"Ascoltate le parole che io posso insegnarvi.
Prendete le mie braccia così che possa raggiungervi."
Ma le mie parole cadevano come goccie di pioggia silenziose,
e ne usciva l’eco dai pozzi del silenzio.
E la gente si inginocchiava e pregava
al dio neon che aveva creato.
E l’insegna lampeggiava il suo messaggio
con le parole che lo formavano.  
E il messaggio era: "Le parole dei profeti    
sono scritte sui muri della metropolitana
e negli androni dei palazzi,
e diventano sussurro nel suono del silenzio."

giovedì 14 gennaio 2016

Glossario



Uno sprint e due Olimpici, questa è l'esperienza da me maturata nel 2015 nel mondo del triathlon. Posso quindi affermare con assoluta certezza che di triplice non so ancora nulla. A conferma di questa mia teoria, ancora oggi, m'imbatto "online" in termini e parole a me sconosciuti. 
Ho deciso di segnarmele così che qualcuno, come me, possa trovare il significato di parole che sembrano provenire da un altro pianeta.... nonostante tanti triatleti siano dei veri e propri alieni.

AGE GROUP: Categorie di gara divise per età (anno di nascita) escludendo le categorie giovanili. Cambiano denominazione da ITU a FITRI. Io sono un M1... il primo gradino della vecchiaia.

RANKING: Classifica nazionale riservata agli AGE GROUP, basata sui punti RANK attribuiti in gara (non tutte le gare assegnano punti rank).

FITRI: Federazione Italiana Triathlon.

ITU: International Triathlon Union.

WTC: Federazione proprietaria della distanza più lunga del triathlon, il cosiddetto “Ironman”.

IRONMAN: Distanza massina in una gara di Triathlon.  Percorso di 140.6 miglia 
(Nuoto 2.08, Bici 112, Corsa 26,385).

KONA (Hawaii): Luogo dove si svolgono i Campionati del mondo di “Ironman”.

HALF IRONMAN o IRONMAN 70.3: Triathlon medio. Percorso da 70.3 miglia (Nuoto 1.2, Bici 56, Corsa 13.1). Il grande obiettivo di quest'anno.


TRIPLICE: Triathlon.

ÉLITE: Atleta professionista.

YOUTH: Appartenente alle categorie giovanili.

TAPASCIONE: Io!


Buongiorno...... Big Kahuna


Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai al tuo settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.

Monologo finale tratto dal film "The Big Kahuna"

mercoledì 13 gennaio 2016

Bentornato

Certi allenamenti sono fatti di buoni propositi, ma poi la realtà non sempre si sposa con la fantasia. 
Leggendo il "lavoro" da fare penso sempre che sia impossibile, vivo nel timore di non riuscire a tenere il passo o la distanza e quando invece va bene mi viene quasi da gridare al miracolo. Su venti minuti di corsa, bucare 15" di media a chilometro, significa "toppare" l'allenamento. 
Venti minuti non sono niente, quindici secondi sono un'infinità. 
Non ce l'ho fatta... e mi rode tanto il cxxo! 
Correre pensando di fermarsi ad ogni metro non fa bene... non va bene,  e chiudere nello sgabuzzino quella vocina che da dentro ti spinge a non mollare è anche peggio. 
In questo momento non va... ma almeno Spalletti è tornato sulla panchina della Roma.

 

martedì 12 gennaio 2016

Chiare, fresche et dolci acque


Ho recentemente riscoperto l'amore per il nuoto. Da quando mi tuffo, con lo scopo di portare a casa un allenamento più o meno duro, l’amore per questa disciplina è rinato. All’inizio trovavo tutto estremamente ripetitivo e noioso, ma da quando Strong mi ha fatto capire che il nuoto è soprattutto tecnica, ogni bracciata ha assunto un significato diverso. La stessa respirazione è tecnica.
L’espulsione totale dell’aria dalla bocca, la respirazione sul lato debole, il 2-3-2. Tutto il corpo lavora per spingersi più avanti possibile, nel minor tempo possibile, con il numero inferiore di bracciate possibili (swolf). In tutto questo gioca un lavoro fondamentale il nostro naso. Il mio grazioso apparato (ricorda quello di Rocky Balboa dopo un incontro), rimesso a nuovo circa un anno fa con una piallatina al setto nasale, dopo un esordio di tutto rispetto, ha cominciato ad accusare il colpo. Ora, e posso assicurare che la cosa è davvero fastidiosa, al termine di ogni allenamento e fino al giorno successivo, all’interno del mio naso, alloggiano milioni di spilli. Chiamarlo raffreddore è limitativo, sembra una vera e propria allergia da fieno. La produzione di muco e la distruzione di fazzoletti è inversamente proporzionale, fatto sta che sono passato direttamente ai rotoli di carta igienica per evitare di mandarmi sul lastrico.
Come spesso succede quando siamo vittime di questi accadimenti, tendiamo a non dare molto peso a quello che crediamo si tratti di un singolo episodio o di un male stagionale. Con il susseguirsi del problema cominciamo a spippolare su internet per cercare la verità…. beh io l’ho trovata!! L’urina!!
Il problema di tutto è che la gente “piscia” in acqua!! Sono soddisfazioni… credetemi. Quando una sostanza presente nel cloro (acido ipocloroso), entra in contatto con l’ammoniaca (la nostra urina), si produce una terza sostanza (tricloroammina) che causa il problema del raffreddore da cloro a chi ha le mucose particolarmente sensibili.
Questo fenomeno è più diffuso di quanto pensassi (siamo come i cani… marchiamo il territorio) e si verifica esclusivamente in ambienti chiusi, quindi non nelle piscine scoperte (pisciano anche lì tranquilli), in quanto la tricloroammina dovrebbe essere una particella che aleggia a pelo d’acqua e che noi respiriamo durante la pratica natatoria.
Il nuotatore purtroppo non può farci nulla, se non evitare di espellere i propri bisogni fisiologici in acqua. In fondo basterebbe “liberarsi” prima di entrare in acqua o uscire in caso di emergenza.
Chissà cosa avrebbe pensato Petrarca di queste… Chiare, fresche et dolci acque.


lunedì 11 gennaio 2016

Ironman 70.3


Non è sempre facile trovare le motivazioni che ti portano a uscire di casa, a indossare un paio di scarpe o a salire su di una sella. Ho bisogno di un obiettivo, forse la mia non è vera passione, perchè senza un traguardo da raggiungere, probabilmente, farei molto meno di quello che faccio. Il mio prossimo obiettivo è un numero.... 70.3. Fino a qualche tempo fa non avrei capito di cosa si parlasse, ora si, ora lo so, so che si tratta di sacrificio, di fatica e dolore. Ne vale la pena?! Boh!! Mi piacerebbe poter dare una risposta "poetica", ma la non ne ho la più pallida idea. Da qualche parte dovrebbe esserci anche il divertimento, ma io lo trovo solo quando fisso la mia prestazione sul garmin, con la semplice pressione di un tasto alla fine dell'allenamento. Per ora stringo i denti e lavoro... nello sport dicono che la cultura del lavoro alla fine premia, vedremo... vedrò, seguo le parole del coach senza fiatare, anche perché non ho le competenze per farlo. 
Quando arriva la tabella settimanale penso sempre "questo vuole uccidermi", ma poi bene o male porto a casa il risultato e la cosa mi piace. Quello che non mi piace è la solitudine dei miei allenamenti. Per ottenere quello che voglio ho messo da parte le mie "tradizioni", le ripetute del martedì, le uscite domenicali, spero che nessuno ne abbia a male, ma i sogni non sono sempre irraggiungibili.... poi di cose che mi mancano ce ne sono un'infinità, ma questa è un'altra storia.
....to be continued

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