lunedì 30 maggio 2016

"Ricordi, pensieri, emozioni e promesse di una futura Traitleta" di Isabella Calidonna


 
Dopo una serata trascorsa a lavoro, dopo una piacevole chiacchierata finalmente mi metto a letto. Inizio a pensare. Faccio sempre il resoconto della mia giornata. Inoltre ho un dolorino allo stinco destro che mi porta a pensare ai miei allenamenti. Sono contenta. Sto seguendo la mia tabella e pur avendo delle giornate piene a lavoro (facendo la guida turistica devo anche studiare, ne ho bisogno) sono riuscita a non trascurare nulla. Con fatica, ma ho fatto tutto e ne sono soddisfatta. Stamane a nuoto facendo degli esercizi mi sembravo quasi goffa... Perdevo l'equilibrio. Ma alla fine ci sono riuscita. Le palette. La prima volta che le ho usate mi sono fermata a metà vasca. Mi sentivo tanto un transatlantico in balia delle onde. Ora va meglio. Riesco ad avere più padronanza del mio corpo. Con il nuoto è così. Sono presente a me stessa. Controllo tutto. Braccia. Gambe. Testa. Respirazione. Mani. Un anno e mezzo fa, dopo anni di inattività per motivi vari, ho ripreso. E se penso a quanto sono cambiata rispetto alle prime volte in vasca mi stupisco di me stessa. E' un po' come quando vai in bici. Una volta che impari non la dimentichi. Stessa cosa per il nuoto. Ho un passato da sportiva, ginnastica ritmica, artistica e nuoto. Mi piaceva tanto nuoto. Solo che io ero dorsista da piccola. Facevo le gare e vincevo anche! E quanto era contento mio nonno! Poi buco nero. Ne sono uscita ed ora sono qui. Tanti sacrifici e alzatacce. Ma chi non ne fa. Ora ho scoperto la passione per lo stile libero. Da piccola non lo facevo mai. Bevevo di continuo. Ora non più. Ora quasi mi sembra essere peggiorata a dorso. Faccio fatica lì. Ma ho tempo per migliorare. Un amico mi ha detto: "se non fai esercizi mirati non migliorerai mai, o lo farai ma molto lentamente". Uno schiaffione, sono stata male, ma ha sortito il suo effetto. Perché mi sono svegliata. Nella mia testa di solito scatta una sorta di competizione. Ma non quella che si può credere. Non è una gara con l'altro. E una gara contro me stessa per fare vedere all'altro che si sbaglia. Che io posso farcela. Anche con tutti i miei limiti fisici io posso. Quello che mi muove e' la testa e ancor di più il cuore. Ci vediamo il 4 settembre

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