martedì 5 aprile 2016

Capita...



Diario di un'aspirina.
 
Sabato ho chiuso 90 chilometri di bici in solitaria e devo dire, anche se non sono un buon ciclista, di aver concluso l'allenamento davvero contento. Quel leggero fastidio alla parte esterna del ginocchio sinistro, era per me solo uno dei tanti dolori che si riportano a casa dopo lo sport. 
"Farò del ghiaccio" ho pensato. Quante volte ci diaciamo questa cosa, credendo che tutto si possa curare e gestire con la crioterapia
Il giorno seguente avevo un combinato in tabella (mi piacciono i combinati, tosti, ma gustosi), un'ora di bici e a seguire 15 chilomentri di corsa a 4'50. 
Appena aperti gli occhi però, ho avvertito subito un fastidio al ginocchio, proprio in quel punto che il giorno precedente non avevo preso tanto in considerazione.
Mi sono preparato con il pensiero fisso che qualcosa non andava. 
Attendi che il garmin prenda il segnale, attivi Strava, guardi verso il cielo per vedere cosa ti aspetta... poi mezzo giro di pedali e sali in sella. Direzione Roma nord, ma dopo una decina di pedalate, il fastidio è diventato dolore. "Devo fare un'ora, vediamo se ce la faccio, altrimenti torno indietro" questo era quello che continuavo a ripetermi, e dopo neanche 20 minuti... sono tornato indietro. Il dolore è diventato intenso e invalidante. Mi sono ritrovato a pedalare con una gamba sola e a faticare per coprire a ritroso quei pochi chilomentri percorsi.
Una volta a casa ho smesso le scarpe da ciclismo e infilato quelle da running. 
Ho cominciato a correre e del dolore non c'era più traccia. Niente. Tutto ok. Chiusi i 15 chilomentri all'andatura stabilita da Strong come nulla fosse.
Dopo la doccia il dolore è tornato, una sorta di intorpidimento alternato a piccoli e impecettibili spasmi. Quando m'infortunio chiamo subito il mio amico Francesco. Fa il fisioterapista, mi ha rimesso in piedi un'infinità di volte e mentre io penso all'addio ad ogni attività sportiva, lui è in grado di farmi tornare a contatto con la realtà e di non farmi preoccupare eccessivamente. 
"Sospetta sindrome della bandelletta ileo tibiale, anche se... senza accertamento strumentale è difficile dirlo, potrebbe essere anche un semplice sovraccarico da lavoro... etc. etc."... e altre parole difficili da comprendere. Io con la testa sto a -60 giorni da Pescara e farmi fottere da una "bandelletta" mi farebbe leggermente girare le palle. Alla fine optiamo per una settima di riposo assoluto da bici e corsa, ipertermia, ghiaccio e arnica. Mi autorizza gli allenamenti nel nuoto, ma facendo attenzione all'utilizzo eccessivo delle gambe. 
Ennesimo stop in questo mio cammino verso il mio prima 70.3... forse non sono proprio tagliato per questi tipi di sport (pessimismo cosmico).

4 commenti:

Licenza Creative Commons
runisnow è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.