lunedì 18 gennaio 2016

Cappuccino & Cornetto

Fino a novembre ho fatto tutto da solo. 
Nessuna tabella. 
La regola base era una sola... 3x3. Tre allenamenti per disciplina. Nove allenamenti settimanali e almeno due sedute di palestra. Totale undici. Sette giorni a settimana. Trenta giorni al mese. 365 dì all'anno. Matematica più che educazione fisica, e pensare che una volta dicevo che lo sport era filosofia.
Questo era, secondo la mia idea, il ruolino di marcia che avrebbe dovuto tenere un triathleta per chiamarsi tale. 
Bella cazzata!! 
Eppure su queste stesse pagine, tronfio, avevo decantato l'importanza del riposo. Poi... in una sorta di estasi sportiva, di sindrome di Sthendal, ho deciso, incosciamente e incoscientemente, di sacrificare il giorno votato al Signore, sull'altare della fatica agonistica. 
Ora che faccio i compiti a casa è tutto cambiato, e quando uno studente si applica è giusto che riposi. Se un tempo credevo fosse un inutile perdita di tempo, ora bramo il riposo. Lo attendo tutta la settimana. 
Non mettere la sveglia, non prepare i "panni" la sera prima, non scivolare furtivo dal letto.
Domenica, dopo un'ora di coccole con i figli dentro al letto, sono andato al bar e ho preso un cappuccino e un cornetto ripieno alla crema di pistacchio, mi è sembrato qualcosa di antico, di lontano, qualcosa che non facevo da tantissimo tempo. Mi è piaciuto, sapeva di buono.
Io abituato alla colazione a casa, alla moka, al miele, alle fette biscottate...
Questa è la grande differenza tra essere allenati da se stessi ed essere allenati da altre persone. Da "fuori" si vede meglio, si trovano più facilmente le differenze, tra fare e fare bene.
Riposate gente... riposate.



1 commento:

  1. Ma questa di domenica ti alzi per tempo e ci vediamo alla 3 comuni o no?

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