giovedì 10 dicembre 2015

Best...

 
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Erano nove mesi con non correvo una gara da 10 km. Ero curioso di vedere... vedere a che punto ero. In realtà dopo la caduta dalla bici di novembre avevo più dubbi che certezze (oddio è quasi sempre così), ma in fondo ogni tanto bisogna provare e mettersi in gioco, accantonare le scuse e decidere di metterci la faccia, in fondo male che vada si tratta solo di sport... per fortuna. E poi ci sono gli amici.... "'cci tui devi fa almeno 40!!". 
Nel frattempo ho trovato uno "spirito guida", Strong... il mio primo coach (mister mi sa di calcio e allenatore di vecchio), mi sono rimesso a lui con assoluta fede, certo che con la fatica e il sudore, i risultati, limitatamente al mio essere, arriveranno.
Nella corsa (diventare un triatleta rimane la mia aspirazione) siamo ripartiti da zero, da 30' facili. Credevo quindi che alla Best Woman avrei pagato questo mio nuovo stato embrionale. Gambe un po' appesantite dalla corsa lenta e dalle fatiche della palestra, non facevano presagire nulla di buono, insomma ero in piena ansia da prestazione. 
Il giorno della gara, quasi da tradizione, sono partito per Fiumicino con Roberto e Paolo. Dopo una ricca colazione e la solita mezz'ora di viaggio, abbiamo raggiunto il luogo di destinazione e lasciato la macchina al solito parcheggio... un campo incolto. 
Fiumicino, in un mese e mezzo, sopporta questa terza pacifica invasione, manifestando una pazienza sconosciuta ai dirimpettai romani. 
Lo stadio d'atletica dove sono alloggiati i gazebo delle tante società sembra uno di quei giochini dove i criceti girano intorno senza una metà. Migliaia di gambe... 
La Best Woman merita di essere corsa, anche solo per sentire lo speaker addannarsi con i podisti indisciplinati che cercano di "staccare" una posizione di partenza migliore, rispetto al loro pettorale.... roba da Zelig!!
Dal mio arrivo a Fiumicino alla partenza, nella mente ho solo il pensiero su come affrontare la gara. Darci dentro o mettermi ad un passo "morbido". La seconda opzione ovviamente sarebbe più facile da seguire, ma poi?!? 
E la gara parte. 
Al mio fianco ci sono Stefano e Claudio, potrei mettermi al loro passo e giocarmela in difesa, mentre alle mie spalle Francesco e Roberto, più veloci di me, che potrebbero aiutarmi a "tirare". I primi 500 metri passano e mi ritrovo solo (ma dove finisce la gente che avevi a un metro di distanza!??), tutti spariti. Cerco di curare la postura e la falcata, più che la velocità. Il primo chilometro passa in 4:22. C'è molta gente e la strada non permette fughe veloci, mi metto al passo di chi mi sta davanti e vengo spinto dal gruppo. 
Non guardo mai il Garmin, aspetto la vibrazione ad ogni km e poi guardo giù... secondo km 4:04, terzo 3:57. La strada si allarga, rotatoria e strappo secco a sinistra, direzione mare. "Ora che faccio?!". Teoricamente dovrei andare del mio passo, ma preferisco ancora stare "coperto". Rapido check-out... gambe ok, cuore ok, testa ok.  Quarto intermedio 4:00 netti... comincio a sbandare... soprattutto con la testa. Ci dirigiamo verso il ponte e lo bramo, immaginandolo come un momento di recupero e chiudo il 5° chilometro in 4:16. 
Durante la gara non faccio altro che "spezzare" la distanza che rimane, creare fantasiosi multipli e sottomultipli, confrontando i chilometri che rimangono con quelli che di solito percorrevo dentro Villa Pamphili.
Cinque chilometri equivalgono alla distanza A/R dal Punto Jogging di Villa fino al tombino a terra prima della salita di San Pancrazio.... un botto!!!!
Comincio a pensare di mollare, di ritirarmi, faccio fatica... a non pensare alla fatica, per fortuna tra un pensiero e l'altro chiudo il 7° e 8° km... 4:06, 4:04. 
Ormai manca poco e il pensiero del ritiro scivola via, vado in "caccia", per non rallentare troppo fisso obiettivi davanti a me... riprendere quello della Podistica Casalotti o non farmi staccare da quella con la coda di cavallo.... ma a quanto cacchio va quella con la coda di cavallo??!... e il nono passaggio si chiude in 4:06. L'ultimo chilometro delle 10.000 si corre più con il cuore che con le gambe o la testa, almeno per quel che riguarda noi comuni mortali. E' l'arrivo. E' l'ultimo sforzo da vincere prima del riposo. E' mezzo giro di una pista d'atletica. E' il pulsante stop sul tuo Gps che ti dice che la battaglia è finita.
Risultato finale.... 41:28. 
Non ho mai corso così forte in vita mia, sono  piacevolmente stupito e soddisfatto. La paura è passata correndo. Non sono al meglio... questa è la notizia più importante.
Il 2015 sta passando e... 
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità.

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